20 novembre 2014

Oggi mi fermo qui ...

... ma ho ancora tante, tante, tante crocette da mettere!


Quest'anno non sono andata ad Abilmente e mia figlia mi ha portato un regalo dalla fiera, dei bellissimi schemi a punto croce di Natale, renne, cuori, stelle, alberi, disegnati da Margit Maturi.
Ho scelto di ricamare  il centro tavola di una tovaglietta, lo schema è monocolore e scorrevole ma...
ce la farò a finire in tempo per Natale?



E adesso, se avete voglia di leggere, vi lascio una curiosità (trovata nel web) della renna più simpatica e ricamata da tutte noi appassionate di crocette, Rudolph, la renna dal naso rosso!

Conosciamo tutti la canzone di Rudolph dal naso rosso, ma conoscete l' origine di questa storia ?. No? Beh allora ve la racconto... Nel 1939 a Chicago, in un grande magazzino lavorava un giovane che si chiamava Robert May. Il padrone del negozio gli chiese di scrivere una storia Natalizia da regalare ai bambini e ai clienti per le feste di fine anno. Robert non aveva tanta voglia di scrivere una storia perchè sua moglie era molto malata. Robert era magro e alto, durante la sua giovinezza i compagni di scuola lo prendevano sempre in giro. Si era sempre sentito un emarginato. Il padrone del negozio insisteva specificando che il soggetto principale della storia doveva essere un animale. Allora Robert decise che l'animale doveva essere una renna, l'unico animale possibile in una storia di Natale. Ma non la solita renna, una renna diversa (diverso, come Robert si era sentito per tutta la sua vita)...con una fine felice, però... E cosi nacque "Naso rosso", ma bisognava ancora dargli un nome, dopo alcune prove con nomi come Rollo e Reginald, finalmente la chiamò Rudolph, Rodolfo in italiano, la renna col naso rosso. Robert fece leggere la storia a sua moglie e alla sua famiglia i quali amarono molto la storia. Il padrone del negozio fece fare dei piccoli libri con questa storia solo per il Natale del 1939 e ne furono distribuite due milioni di copie in regalo ai clienti del negozio. Dopo la seconda Guerra Mondiale ne furono distribuite altre tre milioni di copie, la storia di Robert era diventata un gran successo, ma non era finita; infatti, nel 1949 il cognato di Robert, Johnny scrisse la canzone "Rudolph la renna col naso rosso" basata sulla storia di Robert. Durante le feste di Natale del 1950 fu la canzone più popolare alla radio, ancora oggi la canzone è cantata da milioni di bambini e di adulti durante le feste di Natale.Grazie Signor May per questa bellissima storia. In tutta la Finlandia si parla ancora di Rudolph: la renna che salvò il Natale. Infatti, devi sapere che... Rudolph aveva il naso luminoso e le altre renne la prendevano in giro, lei soffriva molto di questa situazione e spesso piangeva di notte. Una notte, mentre piangeva, le si avvicinò una fata che le chiese: "Perché piangi Rudolph?" E così Rudolph raccontò come le altre renne la prendevano in giro per il suo piccolo naso rosso. La fata le disse:"Vieni con me, stasera sarai tu a guidare la slitta di Babbo Natale". Era una notte piena di nebbia e la visibilità era talmente scarsa che le altre renne non ce la facevano a volare. Babbo Natale mise Rudolph davanti e partì per la magica notte di Natale. Rudolph guidò per tutta la notte la slitta di Babbo Natale invidiata da tutte le altre renne. "Brava Rudolph" le diceva Babbo Natale. Se la notte di Natale vedi una piccola luce rossa nel cielo...è il naso di Rudolph che annuncia l'arrivo di Babbo Natale!!


Bacioni, alla prossima!

16 novembre 2014

Rose dalle sfumature autunnali fatte con le foglie


Oggi la pioggia ci ha dato un po' di tregua, inaspettatamente è spuntato timido il sole, per poche ore, tanto per farci ricordare quanto è bello l'autunno con i suoi colori, poi sono ritornate le nuvole!
Ho approfittato  per fare due passi in centro, scattare delle foto  e raccogliere un po' di foglie dai rami bassi dei platani lungo il viale, poi,  una volta a casa,  ho piegato ed arrotolando le foglie  come ho visto dal tutorial (  QUI  ) ottenendo delle rose.


Anche se non sono venute come avrei voluto, il risultato mi piace, questa è la mia prima esperienza, le prossime saranno sicuramente migliori.
Nonostante le imperfezioni, appena mia cognata le ha viste se n'è innamorata, così gliele ho regalate!


Con la prima rosa ho trovato un po' di difficoltà, ma poi modellando le foglie la forma viene da sola. 


Autunno, siamo in autunno vero?
Questo è il viale fuori mura, il corso d'acqua è torbido e fangoso a causa della pioggia

                                   
Un cigno solo soletto in cerca di cibo


In questa foto ci sono  anatre e volatili vari, lo scatto è a pochi minuti dal precedente,  notate qualcosa di strano!
Siamo in autunno vero?
Vedete,  a sx ci  sono le calle in fiore, di solito queste piante fioriscono in primavera, mi risulta,  eppure... siamo in autunno!


In centro stanno iniziando ad addobbare le vetrine per Natale, ecco le prime che mi hanno colpito


 le renne luminose le adoro!


Qui è tutto pronto, la sedia è ancora vuota, ma presto arriverà Babbo Natale a salutare tutti i bambini che vogliono esprimere il loro desiderio.


Un bacione a tutti e buona settimana!

12 novembre 2014

Addobbi per l'albero di Natale: Omino pan di zenzero o GingerMan all'uncinetto

Ecco un altro addobbo per la casa e per l'albero di Natale lavorato all' uncinetto, nella mia collezione  non poteva mancare l'adorabile "Omino pan di zenzero - GingerMan e la sua leggenda.


E' un lavoretto semplice che da molta soddisfazione, ho lavorato seguendo le Istruzioni che ho trovato   QUI
Io avevo la lana grossa, ho usato l'uncinetto n°5 e dietro ho cucito una stoffa,  se ne lavoravo due diventava troppo pesante.


Poi decoratelo come più vi piace!

                                             


E adesso, se avete voglia di leggere,  vi lascio una leggenda che ho trovato  QUI
e che vi trascrivo:

C’erano una volta una vecchina piccola piccola ed un vecchino piccolo piccolo. Alla vecchina piccola piccola venne voglia di impastare un omino di pan di zenzero. Stese la pasta e ritagliò la figura dell’omino, mise due chicchi di uva passa per occhi, mente peperite per i denti e mise della glassa sulla sua testa per fargli i capelli Poi prese l’omino e lo mise nel forno e quando sentì un buon odore, aprì la porta del forno per dare un’occhiatina e… Hoooplà!
 L’omino di pan di zenzero saltò fuori dal forno..
“Fermati! Fermati, omino di pan di zenzero!” disse la vecchina. "Voglio mangiarti!”
“No!” disse l’omino di pan di zenzero “Io posso scappare via!”
“Scappa, scappa, più forte che puoi!
Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!”
E corse via! Corse finchè fu fuori, dove vide il vecchino piccolo piccolo. Il vecchino piccolo piccolo disse, ” Fermati! Fermati piccolo omino di pan di zenzero! Io voglio mangiarti! “ Ed il piccolo omino di pan di zenzero disse: ”
 NO! Sono riuscito a scappare dalla vecchina, e posso scappare via anche da te!
 “Scappa, scappa, più forte che puoi!
 Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!”
 E corse via! Scappò finchè arrivò al porcile. Ed il maiale disse: “(Oink Oink) – - ” Fermati! Fermati, omino di pan di zenzero! Io voglio mangiarti! “ Ma l’omino di pan di zenzero disse,
 ” NO! Sono riuscito a scappare dalla vecchina piccola piccola, sono scappato via dal vecchino piccolo piccolo e posso scappare via anche da te!”
 “Scappa, scappa, più forte che puoi!
 Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!”
 E corse via! Scappò finchè arrivò ad una casa. E davanti alla casa c’era un cane. Ed il cane disse,
” FERMATI! Fermatelo stoooooooooop , fermatelo fermatelo ! Fermate il piccolo omino di pan di zenzero! Voglio mangiarlo! “Ma l’omino di pan di zenzero disse:
“NO! Sono riuscito a scappare dalla vecchina piccola piccola, sono scappato via dal vecchino piccolo piccolo e posso scappare via anche da te!”
“Scappa, scappa, più forte che puoi!
Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!”
E corse via! Scappò finchè arrivò ad un campo pieno di mucche. E le mucche dissero, ” Mooooo! Stoooooooop! Stoooooooop piccolo omino di pan di zenzero. Vogliamo mangiarti! “ Ma L’omino di pan di zenzero disse,
NO! Sono riuscito a scappare dalla vecchina piccola piccola, sono scappato via dal vecchino piccolo piccolo , da un maiale e da un cane e posso scappare via anche da te!”
“Scappa, scappa, più forte che puoi!
Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!”
 E corse via! Scappò finchè arrivò ad un fiume. E vicino al fiume c’era una volpe. La volpe disse: “Ciao piccolo omino di pan di zenzero. “ L’omino di pan di zenzero disse: “CIAO! Sono riuscito a scappare dalla vecchina piccola piccola, sono riuscito a scappare dal vecchino piccolo piccolo, da un maiale, da un cane e dalle mucche e posso scappare via anche da te!
 “Scappa, scappa, più forte che puoi! Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!” “Ma,” disse la volpe, “Io non corro mai. E poi non voglio mangiarti!” L’omino di pan di zenzero disse: “Scappa, scappa, più forte che puoi! Non potete prendermi, io sono l’omino di pan di zenzero!” La volpe disse, “Scappa quanto ti pare, Io non ti rincorrerò. Ma mi piacerebbe farti una domanda.” L’omino di pan di zenzero disse, “Cosa?” La volpe disse, “Come pensi che farai ad attraversare il fiume senza bagnarti? Io penso che se ti bagnerai ti scioglierai non credi?” L’omino di pan di zenzero non disse nulla, ma guardò il fiume pensieroso. La volpe disse, “Ho un’idea.” L’omino di pan di zenzero disse, “Quale?” La volpe disse, “Volevo attraversare il fiume a nuoto proprio adesso. Se vuoi, potresti montare sulla mia coda.” L’omino di pan di zenzero disse “OK”, e si aggrappò alla coda della volpe. La volpe cominciò ad entrare nell’acqua. Dopo pochi passi, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero. L’acqua sta diventando piuttosto profonda. Ho paura che tu ti bagni. Perchè non ti arrampichi sulla mia groppa?” L’omino di pan di zenzero guardò, e disse, “Accidenti, l’acqua sta diventando davvero piuttosto profonda”, e si arrampicò sulla groppa della volpe. Dopo qualche passo ancora, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero, l’acqua sta diventando ancora più profonda, ho paura che tu ti bagni. Perchè non ti arrampichi sul mio collo?” L’omino di pan di zenzero guardò e disse, “Accidenti l’acqua è davvero profonda”, e si arrampicò sul collo della volpe. Dopo qualche passo ancora, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero, l’acqua sta diventando sempre più profonda, ho paura che tu ti bagni. Perchè non ti arrampichi sulla mia testa?” L’omino di pan di zenzero guardò, e disse, “Accidenti, l’acqua sta diventando davvero molto profonda”, e si arrampicò sulla testa della volpe. Dopo qualche passo ancora, la volpe disse, “Oh, piccolo omino di pan di zenzero, l’acqua sta diventando davvero molto profonda, ho paura che tu ti bagni. perchè non ti arrampichi sul mio naso?” L’omino di pan di zenzero guardò e disse, “Accidenti, l’acqua è davvero molto profonda”, e si arrampicò sul naso della volpe. E la volpe fece GNAMMM! E quella fu la fine dell’omino di pan di zenzero.

 Bacioni a tutte e...alla prossima!


06 novembre 2014

Addobbi per l'albero di Natale: Il Bastoncino di Zucchero all' uncinetto

I bastoncini di zucchero a strisce bianche e rosse sono un po' il simbolo del Natale, ho trovato un semplice tutorial per realizzarli all'uncinetto (per il video potete guardare QUI )  ed eccone uno già fatto che andrà ad addobbare il mio albero di natale.


Ho usato una lana grossa che avevo a casa lavorando con l'uncinetto n° 5
ho provato anche con la lana più sottile e l'uncinetto n° 1.75
più piccolo è molto carino,  ma non posso farvelo vedere perchè mia nipote si è innamorata e l'ha voluto portare via subito!
Io li vedo molto bene come segnaposto, ci sto facendo un pensierino ma... ne dovrei fare molti e non so se avrò il tempo!
E' un lavoro molto semplice e divertente che potete fare anche in macchina, ad esempio quando andate al lavoro e incontrate la scia dei semafori rossi!

Come si fa:

Lavorare sia con la lana rossa che con la lana bianca

46 catenelle
3 maglie basse in ogni catenella, chiudere e lasciare un po' di filo.


Unire le due lavorazioni avvolgendole tra di loro e passare all'interno un filo armato in ciniglia



Fissate i fili di lana e date la forma del bastoncino.



Conoscete la leggenda del BASTONCINO DI ZUCCHERO? 
Io non la conoscevo, l'ho trovata in rete e ve la riporto:


Il famoso bastoncino della leggenda è fatto di zucchero, ha il sapore di menta ed è bianco a strisce rosse.
La leggenda narra che sia stato inventato da un pasticcere che voleva realizzare un dolce che ricordasse  Gesù alle persone. Tale bastoncino racchiude in sé molti significati:
- Il caramello (di cui è fatto il bastoncino) rappresenta Gesù come la roccia solida su cui sono costruite le nostre vite.
- La forma a "J" sta per Jesus (Gesù) oppure rappresenta la forma di un bastone da pastore (Gesù è il nostro pastore).
- Il colore bianco rappresenta la purezza e l' assenza del peccato.
- Le strisce rosse grandi rappresentano il sangue di Cristo versato per i nostri peccati.
- Le strisce sottili invece rappresenterebbero i segni lasciati dalle frustate che Gesù ricevette dai soldati romani per ordine di Ponzio Pilato.
- Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell'issopo che è una pianta aromatica usata nel vecchio testamento per purificare
Un bacione a tutte!

02 novembre 2014

Addobbi per l'albero di Natale: La Mini Ghirlanda

Passata la festa di Ognissanti ormai si pensa al Natale, agli addobbi dell'albero e della casa.
Ancora all'inizio dell'anno avevo visto che Giusi aveva lavorato all' uncinetto una ghirlandina molto graziosa da appendere all'albero, m'era piaciuta ed avevo salvato il tutorial di:  lo spazio di lilla.
E finalmente è arrivato il momento che aspettavo, il mese di Novembre è dedicato alla creazione di ninnoli per decorare la casa, e come primo lavoretto ho scelto proprio la Mini ghirlanda
Ho cercato nella scatola della lana ed ho trovato degli avanzi di colore rosso, ho scelto l'uncinetto adatto e mi sono messa al lavoro.



Iniziamo a lavorare:
Munitevi di lana, uncinetto, un nastrino, un campanellino e una guarnizione da moka da 1 persona.
Naturalmente se vi piace una ghirlandina più grande potete usare una guarnizione più grande.



Rivestite interamente la guarnizione della moka lavorando a punto basso, chiudete con una maglia bassissima, fate 3 catenelle e girate il lavoro
Primo giro:  lavorate 3 maglie alte in ogni catenella di base, alla fine fate 3 catenelle e poi girate il lavoro
Secondo giro: 3 m.a. in ogni catenella del giro precedente, spezzate il filo a dieci cm. circa, togliete l'uncinetto e fissate il filo nel retro del lavoro usando un ago da lana.

Io l'ho fatta un po' diversa dal tutorial perchè ho usato una lana sottile e con un solo giro di punto altissimo, come descritto nella spiegazione non rendeva molto.


Poi ho attaccato un nastrino per appenderla ed un  campanellino.
Ecco fatto, in poco tempo abbiamo creato un addobbo natalizio da appendere all'albero o dove vi piace di più.


Ciao a tutte e alla prossima!

15 ottobre 2014

Il ricamo di uno spaventapasseri, una leggenda, giuggiole...

Le foglie della vite americana cominciano a cambiare colore ed io in questi giorni ho finito di ricamare un sorridente spaventapasseri.



Secondo voi, lo spaventapasseri è ormai una tradizione del passato oppure in certi paesi si usa ancora metterlo a guardia dei terreni appena seminati?
Io non ne vedo più da anni, con i loro vestiti colorati e le facciotte buffe mettevano allegria, erano simpaticissimi!
Mi ricordo quando da piccola i miei genitori mi portavano con loro a trovare degli amici in campagna,  ne avevano diversi, mi piacevano molto, mi incuriosivano e mi affascinavano.
Una volta ho giocato con le loro figlie a chi arrivava prima allo spaventapasseri ..... se ci penso sento ancora le urla del nonno!


Forse non si usano più  perchè non spaventano più gli uccellini, magari sono diventati amici come in questa storiella molto carina.
" Una volta un cardellino fu ferito a un'ala da un cacciatore. Per qualche tempo riuscì a sopravvivere con quello che trovava per terra. Poi, terribile e gelido, arrivò l'inverno. 
Un freddo mattino, cercando qualcosa da mettere nel becco, il cardellino si posò su uno spaventapasseri. Era uno spaventapasseri molto distinto, grande amico di gazze, cornacchie e volatili vari. 
Aveva il corpo di paglia infagottato in un vecchio abito da cerimonia; la testa era una grossa zucca arancione; i denti erano fatti con granelli di mais; per naso aveva una carota e due noci per occhi. 
"Che ti capita, cardellino?", chiese lo spaventapasseri, gentile come sempre. 
"Va male. - sospirò il cardellino - Il freddo mi sta uccidendo e non ho un rifugio. Per non parlare del cibo. Penso che non rivedrò la primavera". 
"Non aver paura. Rifugiati qui sotto la giacca. La mia paglia è asciutta e calda". 
Così il cardellino trovò una casa nel cuore di paglia dello spaventapasseri. Restava il problema del cibo. Era sempre più difficile per il cardellino trovare bacche o semi. Un giorno in cui tutto rabbrividiva sotto il velo gelido della brina, lo spaventapasseri disse dolcemente al cardellino. 
"Cardellino, mangia i miei denti: sono ottimi granelli di mais". 
"Ma tu resterai senza bocca". 
"Sembrerò molto più saggio". 
Lo spaventapasseri rimase senza bocca, ma era contento che il suo piccolo amico vivesse. E gli sorrideva con gli occhi di noce. 
Dopo qualche giorno fu la volta del naso di carota. 
"Mangialo. E' ricco di vitamine", diceva lo spaventapasseri al cardellino. 
Toccò poi alle noci che servivano da occhi. "Mi basteranno i tuoi racconti", diceva lui. 
Infine lo spaventapasseri offrì al cardellino anche la zucca che gli faceva da testa. 
Quando arrivò la primavera, lo spaventapasseri non c'era più. Ma il cardellino era vivo e spiccò il volo nel cielo azzurro."



Adoro i frutti dell'autunno, oggi ho comperato le castagne e le giuggiole, le conoscete le giuggiole?
I ragazzi di città non le conosco, sembrano frutti d'altri tempi, frutti ormai dimenticati, le ho trovate al mercatino in piazzetta dove vendono i prodotti dell'orto a Km zero, cercano di far riscoprire ed apprezzare questo frutto ricco di proprietà e benefici per il nostro organismo.
A proposito di giuggiole....
Noi usiamo molto spesso dire: " E' andata/o in brodo di giuggiole" cioè quella persona si scioglie dalla felicità, è contentissima, è fuori di se dalla gioia e dal piacere.
Gli esperti dicono che questo detto è nato dall'allegria di chi beveva troppo liquore di giuggiole  "brodo di giuggiole" dal gusto molto particolare, ( me lo ricordo benissimo perchè una mia prozia lo preparava).
Per chi lo assaggiava era difficile smettere, un bicchierino tirava l'altro e senza accorgersene la bottiglia finiva e tutti cantavano e ridevano a  per niente.
Bacioni!


Scrivimi

Nome

Email *

Messaggio *

Archivio

A Casa di Gabry All rights reserved | Original theme by SBT | Design by Giulia Cimitan